Secondo i dati del Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus e dell’ARPAV, il mese di giugno 2025 si è classificato tra i più caldi mai registrati in Veneto e in Europa Occidentale.
La temperatura media regionale è stata di +3.4 °C sopra la media 1991–2020, con minime record e un trend decennale in crescita di +0.7 °C. Le precipitazioni sono state inferiori del 35% rispetto alla media storica e le ondate di calore hanno incrementato la perdita d’acqua dal suolo e dalle colture.
In particolare, il Centro di Sperimentazione per l’Innovazione Irrigua (Ce.Sp.I.I.) è andato ad analizzare l’irrigazione stimata in Veneto per Giugno 2025 .
Dall’elaborazione dei dati satellitari è emerso che:
- La distribuzione dell’irrigazione riflette la presenza delle principali colture irrigue del Veneto.
- L’apporto idrico è risultato particolarmente significativo nei bacini caratterizzati da un marcato deficit pluviometrico, con suoli a bassa capacità di ritenzione idrica — come quelli sabbiosi o alluvionali delle aree costiere — che richiedono interventi irrigui più frequenti per garantire lo sviluppo delle colture.
- I Consorzi di bonifica hanno assicurato un approvvigionamento idrico regolare anche in condizioni meteorologiche sfavorevoli. Nonostante le ondate di calore e la scarsa piovosità, l’irrigazione è stata garantita in modo efficace, a testimonianza di una gestione oculata, resiliente e proattiva della risorsa idrica.