22 marzo 2026. Giornata Internazionale dell’acqua. Parte il Progetto GRAPE: un nuovo patto tra cantine e Consorzi di bonifica per un’irrigazione più intelligente e sostenibile

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22 marzo 2026. Giornata Internazionale dell’acqua. Parte il Progetto GRAPE: un nuovo patto tra cantine e Consorzi di bonifica per un’irrigazione più intelligente e sostenibile

È stato dato ufficialmente il via al Progetto GRAPE – Gestione Razionale dell’Acqua e Irrigazione di Precisione per l’Eccellenza Vitivinicola.

Si tratta di un progetto triennale (2026–2028) che unisce alcune tra le realtà più importanti del mondo vitivinicolo e della gestione dell’acqua in Veneto: Cantina di Soave – CADIS, CollisWine, il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta (APV) e il Consorzio LEB con il suo Centro di Sperimentazione per l’Innovazione Irrigua (Ce.Sp.I.I.). A fianco del partenariato c’è l’Università di Verona con il Dipartimento di Biotecnologie (prof. Claudio Zaccone), che offrirà il supporto scientifico.

Una squadra che unisce competenze diverse
Il progetto riunisce attori con ruoli diversi ma complementari.
Il Consorzio LEB, attraverso il suo Centro di Sperimentazione per l’Innovazione irrigua (Ce.Sp.I.I.), si occuperà della parte sperimentale e scientifica: raccolta dati, modelli previsionali e tutte le attività che permetteranno di capire come irrigare meglio e quando farlo.
Il Consorzio APV avrà un ruolo operativo fondamentale, perché gestisce i distretti irrigui dove si svolgeranno le prove in campo: sarà il ponte tra innovazione e territorio, garantendo che le tecnologie testate possano essere davvero applicate nella pratica quotidiana.

CADIS e CollisWine metteranno a disposizione vigneti pilota, tecnici ed esperienze concrete di gestione aziendale.
Infine, l’Università di Verona con il Dipartimento di Biotecnologie apporterà il supporto scientifico necessario per analizzare suoli, dati climatici e informazioni tecniche.
Questa collaborazione costituisce un modello unico ed innovativo nel sistema della bonifica: il mondo dell’impresa, i Consorzi che gestiscono l’acqua e la ricerca universitaria lavorano insieme per migliorare l’uso dell’acqua nei vigneti, ridurre gli sprechi, aumentare la qualità delle uve e rendere il territorio più resiliente ai cambiamenti climatici.
Cresce così la consapevolezza del ruolo strategico dei Consorzi nella gestione dell’acqua e nella tutela delle eccellenze del Veneto.

Un progetto per affrontare i cambiamenti climatici
Le ondate di calore, la scarsità d’acqua e gli eventi climatici estremi rendono sempre più complicata la gestione dei vigneti. GRAPE vuole aiutare le aziende a rispondere a queste sfide grazie a tecnologie moderne: sensori nel suolo, stazioni meteo, rilievi con droni, analisi dei terreni e modelli matematici che indicheranno quando e quanto irrigare.
Le attività partiranno da tre aziende pilota nella zona di Illasi, all’interno dei distretti irrigui gestiti da APV, dove verranno confrontate le tecniche tradizionali con quelle innovative basate sui dati.

Benefici attesi per il territorio
Oltre a migliorare la qualità delle uve e ridurre l’acqua utilizzata, GRAPE creerà strumenti pratici per agricoltori e Consorzi, come un sistema digitale che aiuterà a decidere quando irrigare e nuove linee guida per una viticoltura più sostenibile.
La rete di sensori e strumenti installati resterà attiva anche dopo il 2028: un investimento duraturo che potrà essere replicato in altri territori.

Dichiarazione Paolo Ferraresso – Presidente Consorzio LEB
“GRAPE segna un passo avanti nella gestione dell’acqua perché unisce ricerca applicata, innovazione e una governance condivisa. Il Ce.Sp.I.I. sarà il cuore scientifico del progetto: dati, modelli previsionali e sperimentazioni che potranno diventare strumenti operativi per tutta la viticoltura veneta.
Quando Consorzi, imprese e Università lavorano insieme si costruiscono soluzioni capaci di migliorare l’efficienza irrigua e la resilienza dei territori: è una visione di lungo periodo che rafforza il ruolo pubblico dei Consorzi nella gestione responsabile della risorsa idrica.”

Dichiarazione Claudio Zambon – Presidente Consorzio Alta Pianura Veneta
“GRAPE porta innovazione direttamente nei distretti irrigui di un territorio che vive di viticoltura d’eccellenza. Le prove in campo coinvolgeranno aziende reali e tecnici che ogni giorno affrontano le sfide del clima, trasformando la ricerca in strumenti subito utili.
Per APV significa valorizzare il territorio e accompagnare le imprese verso un uso dell’acqua più moderno, preciso e basato sui dati: un passo concreto per rafforzare sostenibilità, competitività e qualità del nostro paesaggio viticolo.”

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