Al via il Progetto GRAPE, nuova alleanza tra viticoltura e Consorzi di bonifica per un’irrigazione più sostenibile

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In occasione della Giornata Internazionale dell’Acqua 2026, è stato lanciato ufficialmente GRAPE – Gestione Razionale dell’Acqua e Irrigazione di Precisione per l’Eccellenza Vitivinicola, un progetto triennale (2026–2028) che mette in rete alcune tra le realtà più rappresentative del Veneto nel settore vitivinicolo e nella gestione dell’acqua.
Il partenariato riunisce Cantina di Soave – CADIS, CollisWine, il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta (APV) e il Consorzio LEB con il suo Centro di Sperimentazione per l’Innovazione Irrigua (Ce.Sp.I.I.), insieme al Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona guidato dal prof. Claudio Zaccone, responsabile del coordinamento scientifico.

Un modello innovativo di collaborazione
GRAPE nasce dalla collaborazione tra soggetti con ruoli diversi ma complementari.

Il Ce.Sp.I.I. – LEB guiderà le attività di ricerca applicata: raccolta e interpretazione dei dati, modelli previsionali e sperimentazioni utili a definire quando e come irrigare in modo più efficiente.

Il Consorzio APV, che gestisce i distretti irrigui dove si terranno le prove in campo, garantirà l’integrazione tra innovazione e operatività quotidiana.

CADIS e CollisWine metteranno a disposizione i vigneti pilota e le competenze tecniche delle aziende vitivinicole, mentre l’Università di Verona curerà analisi su suoli, dati climatici e parametri agronomici.
Questa alleanza rappresenta un modello unico nel panorama della bonifica: Consorzi, imprese e ricerca universitaria collaborano per migliorare l’uso dell’acqua nei vigneti, ridurre gli sprechi, aumentare la qualità delle uve e rafforzare la resilienza climatica del territorio.

Adattarsi ai cambiamenti climatici
Le aziende vitivinicole devono confrontarsi con ondate di calore, scarsità idrica e fenomeni climatici estremi. GRAPE offrirà nuovi strumenti per decidere quando e quanto irrigare, grazie a sensori nel suolo, stazioni meteo, droni, analisi dei terreni e modelli matematici.

Le attività sperimentali partiranno da tre aziende pilota nella zona di Illasi, all’interno dei distretti irrigui gestiti da APV, dove si confronteranno tecniche tradizionali e metodi innovativi basati sui dati.
Benefici per il territorio

Il progetto punta a migliorare qualità delle uve, efficienza irrigua e sostenibilità ambientale, generando strumenti pratici:
• sistemi digitali di supporto alle decisioni irrigue,
• linee guida operative per la viticoltura,
• una rete di sensori che resterà attiva anche dopo il 2028, come investimento durevole per il territorio.

Dichiarazioni
Paolo Ferraresso, Presidente del Consorzio LEB, ha sottolineato:
“GRAPE segna un passo avanti nella gestione dell’acqua perché unisce ricerca applicata, innovazione e una governance condivisa. Il Ce.Sp.I.I. sarà il cuore scientifico del progetto, offrendo strumenti che potranno essere utili a tutta la viticoltura veneta. Quando Consorzi, imprese e Università lavorano insieme si costruiscono soluzioni capaci di migliorare l’efficienza irrigua e la resilienza del territorio.”

Claudio Zambon, Presidente del Consorzio Alta Pianura Veneta, ha aggiunto:
“GRAPE porta innovazione direttamente nei distretti irrigui di un territorio che vive di viticoltura d’eccellenza. Per APV significa accompagnare le imprese verso un uso dell’acqua più moderno, preciso e basato sui dati, rafforzando sostenibilità, competitività e qualità del paesaggio viticolo.”

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