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NUOVO ARTICOLO APERTURA STAGIONE IRRIGUA

in News (Home)
19/03/19
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Al momento nessun problema di approvvigionamento acqua. Nel corso della
passata stagione, ed in particolare durante i mesi invernali, sono stati realizzati
tutta una serie di interventi di carattere tecnico e funzionale ordinari e straordinari,
usufruendo anche di finanziamenti regionali, per la messa in sicurezza,
manutenzione e ripristino della rete di distribuzione di acqua del canale affinché
il flusso delle acque sia continuo e costante. “Nonostante il periodo sia siccitoso
e non piova da oltre un mese – evidenzia Moreno Cavazza, presidente del
Consorzio Leb - il livello del fiume Adige, da cui deriva l’acqua che gestiamo,
consente la derivazione della portata concessa in questa stagione, che è di
12 metri cubi al secondo, e progressivamente in aumento, fino a massimi 34 metri
cubi al secondo, nei mesi estivi. Infatti, in questi giorni, la portata media dell’Adige
a Trento, che rappresenta il nostro punto di riferimento, è di 120 metri cubi al
secondo. Per ora quindi non ci sono problemi ad approvvigionare i Consorzi
di bonifica a noi collegati ma è importante un cambiamento climatico a breve con
piogge. Se la siccità dovesse persistere – conclude il presidente – le portate del
fiume Adige e quindi anche del canale Leb, beneficeranno dello scioglimento
stagionale della masse nivali. E’ pertanto prematuro andare con previsioni
climatiche a lungo termine ma teniamo costantemente monitorata la
situazione”.
Serbatoi nivali e livello laghi di montagna, situazione non ancora critica. A
questo proposito, l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici per il Distretto
delle Alpi Orientali (competente sui bacini dell’Adige, del Brenta-Bacchiglione,
del Piave e del Tagliamento), riunitosi a Trento la scorsa settimana con una
settimana d’anticipo a causa della situazione in atto, indica come i dati relativi ai
serbatoi nivali (neve) ed al livello nei laghi di montagna segnalino una
situazione non ancora critica, ma che va seguita con grande attenzione. Nello
specifico, i manti nevosi sulle montagne del bacino del fiume Adige sono al 43%
rispetto alla media del periodo; quelli del bacino Brenta Bacchiglione sono al 18%
e quelli del Piave sono al 27%. In Veneto, il lago di Pieve di Cadore è al 70%
della sua capacità massima; il lago del Mis è al 62%, quello di Santa Croce è
al 65%, mentre il bacino del Corlo è al 50%. “Alla luce di questi dati –
commenta Andrea Crestani, direttore di Anbi Veneto - l’Autorità definisce
l’attuale scenario come livello di severità idrica bassa, poichè la domanda
d’acqua è soddisfatta, ma gli indicatori mostrano un trend sfavorevole con
assenza di precipitazioni e temperature troppo elevate”.
Qualità agricola assicurata dalla disponibilità d'acqua. “La vitale importanza
dell’acqua trattenuta nei bacini – aggiunge Massimo Gargano, direttore
generale ANBI – è confermata anche dai dati del Friuli Venezia Giulia, dove la
presenza delle riserve idriche dei laghi artificiali di Ravedis e Barcis garantisce una
certa tranquillità. Per questo, ribadiamo la necessità di aprire i cantieri previsti
dal Piano Nazionale Invasi, chiedendo al contempo il finanziamento di
ulteriori progetti esecutivi, che i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno
pronti. Diversa è la situazione nel bacino del fiume Isonzo, le cui caratteristiche
idrologiche e la condizione transfrontaliera con la Slovenia sollecitano una sua
infrastrutturazione per garantire disponibilità idrica costante alle campagne
italiane.” “La sfida – conclude Francesco Vincenzi, presidente di ANBI – è
tenere unito il Paese, anche nella gestione idrica, per non perdere la sfida della
competitività nel settore agroalimentare, che vale 45 miliardi di export, l’86% del
quale è irriguo, perché senza disponibilità d’acqua non c’è qualità agricola.”

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